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L'ISIS B.E.M. in visita di istruzione a Praga

pubblicato 03 mag 2013, 14:08 da Fabio Zorba   [ aggiornato il 03 mag 2013, 14:08 da Servizi BEM ]

Il secondo anno di unione delle sezioni del Polo Tecnico è più ricco con un viaggio didattico a Praga, che ha coinvolto le classi 5A e 5B dell’Istituto agrario “Brignoli” di Gradisca e 5AE e 5AT del’Istituto tecnico “Marconi” di Staranzano accompagnate dai professori: Andaloro Gianpiero, Cossutti Ernesto, Morellato Franco e Rossi Cristina dal 22 al 27 marzo 2013. Il folto gruppo di studenti ha visitato, accompagnato da un’esperta guida, Jirina Honzakova, le principali attrazioni della città ed il castello di Karlstein.
Particolare commozione ha destato la sinagoga Pinkas con le sue 77.297 vittime del nazismo, il cimitero ebraico con le sue 11.000 lapidi, il museo che, Hitler, voleva rappresentasse ciò che gli ebrei erano stati, dopo lo sterminio.

Le nuove generazioni hanno potuto vedere, in una sorta di eredità generazionale, il luogo dove, nel 1969, Jan Palach si è immolato per protestare contro l’occupazione sovietica della Cecoslovacchia, il nostalgico “muro di John Lennon” dove i ragazzi di Praga, sfidando i divieti del regime, andavano a graffitare la loro fame di libertà.

La memoria delle generazioni più antiche ha portato poi al ricordo di Jan Hus, rettore universitario nel Karolinum che, agli inizi del ‘400 con la sua predicazione, portò all’espulsione di molti studenti ed insegnanti tedeschi segnando le difficoltà di rapporto tra slavi e tedeschi in un processo di “ricattolicizzazione” forzata della Boemia con la installazione dei Gesuiti nel Karolinum. Non poteva mancare una passeggiata lungo il ponte Carlo, uno dei simboli della città, dove San Giovanni Nepomuceno è stato gettato nel fiume per aver rifiutato di riferire a re Venceslao alcuni segreti della Regina. O il vicolo d’oro nel quale, in una piccola casa azzurra, Franz Kafka ideò la “Metamorfosi”, simbolo interpretabile della trasformazione dell’uomo moderno .

Un rapido sguardo, infine, per notare una “parete” con migliaia di lucchetti con i nomi di tanti innamorati che credono nell’amore oggi, come ieri, e come i nostri figli … domani.

Franco Morellato
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