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Lettera di un genitore...

pubblicato 24 giu 2018, 21:39 da Marco Fragiacomo   [ aggiornato in data 24 giu 2018, 21:41 ]
Ricevo e, come mi è stato chiesto, pubblico...da una mamma di un nostro studente. DS Marco Fragiacomo


Ringraziamento e personale riflessione. 
“Vorrei rendere noto ai genitori, studenti e a tutti i frequentatori a vario titolo dell’ISIS Einaudi Marconi che 5 docenti di tale Istituto, alla fine di quest’anno scolastico, dopo una lunga e brillante carriera, saranno in “pensione”. Tre di loro, personalmente, ho avuto l’opportunità di conoscere ed apprezzare per l’ottima preparazione, serietà e competenza. Ho potuto farlo in qualità di genitore, ma voglio sperare che mio figlio, oggi spensierato e distratto studente, un giorno, ripensando agli anni di scuola, li ricordi, certamente con stima, ma molto di più con affetto, perché lo hanno aiutato a crescere negli anni più importanti e determinanti della sua vita.
Ogni volta che ripenso ai miei insegnanti, che sono stati per me maestri di vita, mi viene un tuffo al cuore, come credo a tante persone della mia generazione, ma mi chiedo: anche per mio figlio sarà così? Lo vedo sempre così distratto e allo stesso tempo attratto da tante effimere e temporanee sciocchezze, che dubito, sinceramente, abbia imparato a fissare nella propria mente gli avvenimenti più importanti, come se tutto gli scorresse davanti senza destare particolare interesse ai suoi occhi. E mi sento responsabile e in un certo senso colpevole di non aver fatto abbastanza finora per trasmettergli quelli che per me rimangono i valori importanti. Eppure è mio figlio!
Che triste sensazione di impotenza. 
Mi rendo conto solo ora che tutte le mie preoccupazioni di adesso e finora, nei riguardi di mio figlio, curavano solo l’aspetto pratico della scuola: deve studiare, prendere buoni voti o perlomento sufficienti, relazionarsi bene con gli altri e comportarsi in modo rispettoso con gli insegnanti.
Veramente, i genitori che raggiungono tali obiettivi per i loro figli possono dirsi bravi e fortunati, pertanto, nulla di scontato, anzi.
A tal riguardo posso dire di aver raccolto molte volte dagli insegnanti che ho incontrato il loro dispiacere nel constatare che c’è un grosso muro da abbattere ed una grande fatica da fare per essere seguiti ed ascoltati dai nostri figli, apprezzati poi...
E dunque la mia speranza di intravedere una lucetta in fondo, dove nemmeno il minimo sindacale si può più pretendere, è davvero fuori luogo.
Se penso a questi Supermen e Supergirls senza il mantello, ma con la grande capacità di far volare i sogni dei ragazzi, amaramente dico che forse molti di questi talenti sono stati “sprecati”. Lo dico con senso di autocritica e di rimpianto, per me in prima persona, e per tutti quelli che forse avrebbero potuto interessarsi un po’ di più di ciò che accade nelle nostre scuole, aule e classi dei nostri figli. Penso purtroppo che molti di questi bravi insegnanti abbiano ricevuto più pesci in faccia che attestati di stima, nonostante il loro indiscusso valore. Per formare un insegnante del livello di quelli che oggi sono arrivati alla soglia della pensione ci son voluti tanti anni, sacrifici e denari di loro stessi e della comunità che sono stati messi a disposizione della comunità perché creassero ricchezza. Ribadisco RICCHEZZA, non capitalismo!  
La ricchezza sta anche nei cuori di chi come me porta dentro e conserva gelosamente una conoscenza profonda del vivere bene e con gioia in mezzo agli altri, magari con un po’ di tecnologia in meno e qualche gesto di sana umanità in più.
Mi auguro di cuore che l’eredità di questi insegnanti non venga ulteriormente sprecata e che invece si ricominci a pensare più in grande e a fare sogni più grandi sul domani dei nostri ragazzi.”
Una mamma
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